Emilbanca

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VittorioF Principiante
Lunedì, 09 Ottobre 2017 Certificato BeProved

Ho lavorato qui come Operatore di sportello.

La PEGGIORE esperienza che possa esistere.

Premetto, è lunga, ma non riesco a fare una sintesi: Firmo un contratto trimestrale con 24 giorni di patto di prova. Zero esperienza in ambito bancario. La filiale era composta dal direttore, la vice, una ai titoli, una (la mia "tutor") ai conti correnti e due cassiere: una più giovane ed una più anziana. Io sarei andato a sostituire la più giovane. Il primo giorno in assoluto vengo affiancato dalla cassiera giovane la quale, senza criterio alcuno, mi inizia a sprono battuto a spiegare il funzionamento del software di cassa. Alla raccogliticcia spiegazione viene unito un foglio con una manciata di funzioni per svolgere le operazioni di fronte al cliente; chiaramente io vedevo una serie di comandi senza alcun senso, dato che era il mio primissimo giorno. Il giorno stesso, durante la pausa pranzo, mi viene chiesto dalla cassiera anziana "che conoscenze" avessi per essere lì. Col senno di poi mi verrebbe quasi da pensare, a questo punto, che solo "gli amici di" hanno il privilegio per lavorare in quella banca. Il secondo giorno, giovedì, continua imperterrito con l'affiancamento e con l'osservazione di operazioni random svolte alla massima velocità dalla cassiera giovane, senza che mi venissero illustrati i passaggi. Risultato: ancora più confusione. Il terzo giorno avvenne il secondo episodio che mi lasciò basito: per un'incomprensione la mia efficientissima tutor "aggredisce" verbalmente la cassiera anziana. Di fronte ai clienti. Il direttore era ancora in ferie ma la vice direttrice, presente in ufficio, con un'alzata di spalle non diede peso all'accaduto. Il lunedì seguente la cassiera giovane sarebbe andata in sede, fino a scadenza del mio contratto. Venne in aiuto un altro cassiere esterno poiché le due colleghe (quella dei conti e l'altra cassiera) avrebbero avuto rispettivamente due giorni di permesso, serviva a tappare i buchi ed in teoria insegnarmi quantomeno le prime operazioni fondamentali. Così non fu: fui messo in cassa, in teoria operativo, senza che NESSUNO mi insegnasse alcunché. Non sapevo fare nulla di nulla. Risultato: coda allo sportello e clienti irritati anche per via delle uscite "educate" al sapor di fiele che fuoriuscivano dalla bocca della cassiera o dalla mia tutor. La settimana procedette "normale", per uno che sta imparando: se non sapevo, interpellavo chi aveva esperienza. Chiaramente commentini "simpatici" non mancarono qualora chiedessi aiuto per svolgere un'operazione che precedentemente mi era stata spiegata, superficialmente tra sbuffi e gesticolazioni tipiche da chi ti considera un minus habens. Le operazioni non mi venivano spiegate: mi dicevano solo "impara a memoria le funzioni e segui quello che ti dice il computer". Se questo è un metodo di lavoro, mah, probabilmente cercavano un computer umano. Seconda settimana; il direttore è rientrato dalle ferie e faccio la conoscenza. Il cassiere che doveva insegnarmi va in un'altra filiale ed avviene un secondo forte litigio fra la cassiera anziana e la mia tutor sempre con i clienti presenti. Ricordo ancora e credo non dimenticherò mai più: uscì il direttore dall'ufficio, bello e tranquillo come il sole e mi disse "Io non ho mica figlie così vecchie sai; me ne vado al bar". Ed uscì dalla filiale lasciando le due sottoposte sbraitarsi in faccia! Nel frattempo qualcosa sono riuscito, da solo, ad impararlo: viene un cliente che mi dice di versare degli assegni su un conto. Il giorno dopo, torna in filiale e, tranquillissimo, mi dice di essersi sbagliato: no problem. Quando lo riferisco alla tutor ecco che, sempre tra sbuffi ed arroganza, mi rimbrotta dandomi la colpa, che non sono mai attento e che devo svegliarmi. Belle parole, insomma. Il giovedì arriva una mail di convocazione dall'ufficio del personale per il martedì successivo. Il martedì allora, dopo un lunedì nel quale stavo già iniziando ad "ambientarmi", almeno sul metodo di lavoro, mi presento dal capo del personale e dalla sua vice. Mi viene presentato un foglio, sì, su cui era scritto "fine del rapporto lavorativo per mancato superamento del periodo di prova". Dopo 12 giorni lavorativi e senza che la "tutor" mi avesse quantomeno messo in guardia sulla possibilità di essere fatto fuori. Quando chiesi spiegazione mi venne rinfacciato, da questo "capo del personale" il versamento errato di quegli assegni e, senza altre spiegazioni poiché il patto di prova presuppone la mancanza di spiegazioni nel merito, che NON AVEVO RESO. Ma dopo 12 giorni come puoi "rendere" quando non ti viene spiegato NULLA? E soprattutto come puoi pretendere che una persona impari il perfetto funzionamento di un software di cassa, così come la documentazione che ti viene portata dai clienti? Attualmente, forse il "Karma", sto lavorando presso un altro istituto di credito che conta lo stesso numero di filiali in Italia di Emilbanca solo nella provincia in cui è presente la mia attuale filiale ed è francamente UNA BANCA nel vero senso della parola; non solo sono stato confermato per altri tre mesi dopo i primi tre, ma non ho "toccato" cassa per un paio, quasi di settimane; certo, come si può mettere un completo neofita a fare operazioni che prevedono la gestione di contanti e di pagamenti di tasse? Sono stato seguito e mi hanno formato da zero con professionalità, efficienza per rendermi efficiente. Tutt'ora sono ancora "acerbo" nonostante siano passati 3 mesi, e ne sono convinto: tre mesi servono solo per approcciare. Io reputo, a questo punto che la banca in cui feci quest'esperienza, breve ma intensa, forse, o ha delle aspettative davvero DISUMANE, perché ripeto diventare un cassiere efficiente richiede sicuramente più di 12 giorni, oppure davvero ciò che mi venne detto a pranzo, il primo giorno, "che conoscenze hai avuto per essere qua" è ben più di un'uscita fatta così, a cuor leggero. In ultima istanza, e qui si evince forse anche la mancanza di "usta" del sedicente capo del personale giacché ho mio padre che lavora in un altro istituto di credito a poca distanza dalla filiale in cui ebbi questa "gradevole" esperienza, non vorrei che il trattamento subito non sia figlio di una, passatemi il termine, paranoia tale per cui magari io, una volta a casa, dicessi qualcosa in merito ai clienti. E da come mi venne detto ci sarebbe stata la possibilità di andare altrove. Ma venni messo proprio lì. Allora tu, capo del personale, se non ti fidi e sai (perché glielo riferii a colloquio) che il candidato ha delle parentele tra le file della concorrenza...perché lo metti a lavorare proprio in una località a 5 minuti di distanza? In una banca che si contende la piazza? Questo è sintomo di sufficienza e di scarsa conoscenza delle dinamiche di collocazione del personale. Io mi sono fatto tante domande, forse non avrò mai risposte, ma una cosa è sicura: io non credo nel "karma", ma credo che la legge del contrappasso, forse, non sia priva di fondamento. Oggi lavoro per un importante istituto di credito, mi trovo bene e penso di avere la stima non solo dei superiori ma anche dei clienti. Sono vicino a casa (Zola Predosa dista 40 km da dove abito) ed ogni giorno mi sveglio sempre più carico e motivato, pensando a questa esperienza. Ed il mondo bancario non è così "piccolo": forse un giorno ci si potrebbe rincontrare. E forse, chissà, potrei essere io a guardare loro dall'alto. Un saluto da un operatore di sportello, orgoglioso di esserlo.

Valutazione complessiva

1 Pessimo

Opportunità di carriera
1
Managerialità
1
Meritocrazia
1
Bilanciamento lavoro/tempo libero
3
Cultura e valori aziendali
1
Salario e benefit
3

Retribuzione

1,800.00

Tipologia di retribuzione

Mensile netta

Lati positivi della tua esperienza

Nessuno

Lati negativi della tua esperienza

Zero formazione, ambiente di lavoro ostico e privo di controllo.

Valutazione del management dell'area

Pessima: ho visto un ufficio privo di controllo; senza rispetto dei lavoratori e dei clienti.

Valutazione delle possibilità di carriera

Nessuna, vengono negate le possibilità di crescita.

Valutazione dell'ambiente di lavoro

Teso e privo di qualsiasi forma di positività. Questo significa scarso livello di rendimento e scarso servizio per la clientela. Nessuna forma di predisposizione nell'accogliere nuovi impiegati.

Bonus

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